Emozioni positive distorte sulla perdita di peso alimentano l’anoressia nervosa

Emozioni positive distorte sulla perdita di peso alimentano l’anoressia nervosa

Il senso di gioia collegato alla perdita di peso potrebbe condurre allo sviluppo dell’anoressia nervosa in certi casi, secondo una recente ricerca.

Ricerche passate sostengono che le emozioni negative, come la depressione o la rabbia, possono alimentare l’anoressia nervosa. Un nuovo studio della Rutgers University del New Jersey, però, ha scoperto che questo disturbo alimentare può essere incoraggiato da emozioni positive distorte, come il sentirsi fieri di aver perso peso.

L’équipe di ricerca, condotta dal Dr. Edward Selby, assistente universitario del Dipartimento di psicologia della School of Arts and Sciences della Rutgers University, ha recentemente pubblicato queste scoperte sulla rivista Clinical Psychological Science.

L’anoressia consiste in una malattia psicologica caratterizzata dalla visione distorta del proprio corpo e dalla paura di prendere peso da parte dell’individuo che ne è affetto. Le persone che soffrono di anoressia tendono ad evitare di mangiare per cercare di perdere peso e questa loro missione di magrezza si trasforma in una vera e propria ossessione che può portare ad un gran numero di problemi di salute e persino alla morte.

L’anoressia è più diffusa tra gli individui di sesso femminile, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 24 anni. All’interno di questa popolazione, il tasso di mortalità dovuto all’anoressia risulta 12 volte più alto di tutte le altre cause di morte considerate insieme.

Il Dr. Selby fa notare che gli studi precedenti si concentravano soprattutto sul modo in cui le emozioni negative contribuiscono all’anoressia ed afferma che in passato sono state condotte delle “analisi minime dei dati empirici che potrebbero aiutare ad avere un’idea del modo in cui le emozioni positive vengono stravolte dalle persone affette da questa malattia”.

Considerando tutto ciò, il Dr. Selby e la sua équipe hanno monitorato lo stato emotivo di 118 donne di età compresa tra i 15 ed i 58 anni, in cura per l’anoressia nervosa.

 

Le emozioni positive “vengono esagerate e ricompensano dei comportamenti controproducenti” che possono causare l’anoressia nervosa.

Durante le due settimane dello studio, i ricercatori hanno scoperto che le donne che tendevano ad adottare comportamenti legati all’anoressia nervosa più frequentemente, come ad esempio l’uso di lassativi, la restrizione calorica, il controllo costante del grasso corporeo e del peso, l’induzione del vomito e l’esercizio fisico eccessivo, erano quelle che presentavano i problemi più grandi nel riconoscere il momento in cui le loro emozioni positive venivano stravolte.

In altre parole, queste persone potrebbero sentirsi felici e fiere di aver raggiunto o addirittura superato i propri obiettivi di peso ideale.

“Pensiamo che le emozioni positive diventano esagerate e si trasformano in una ricompensa verso questi comportamenti controproducenti”, ha spiegato il Dr. Selby.
“Dal momento che soltanto un terzo delle donne si riprendono dopo la cura, dobbiamo capire meglio il motivo per cui queste emozioni positive si associano in modo così intenso alla perdita di peso e non vanno a formare un’associazione salutare, come ad esempio nei confronti della famiglia, della scuola o delle relazioni”.

Il Dr. Selby pensa che queste emozioni positive stravolte tra le donne affette da anoressia potrebbero essere causate dai siti internet “pro-anoressia”, dove le persone affette da anoressia sono spesso elogiate per la loro perdita di peso estrema. “Ma emozioni tanto positive nei confronti dei comportamenti legati alla perdita di peso”, afferma il Dr. Selby, “possono trasformarsi in un ‘circolo vizioso’ per le donne affette da anoressia, dal momento che, persino dopo aver raggiunto l’obiettivo del loro peso ideale, esse potrebbero continuare a perdere peso, mettendo la propria salute ancor più a rischio”.

 

Le prossime ricerche “devono trovare un modo per reindirizzare le emozioni positive collegate alla perdita di peso”

L’équipe di ricerca crede che siano necessari ulteriori studi per poter trovare un modo di deviare le emozioni positive legate alla perdita di peso verso altre attività salutari, come ad esempio l’esercizio fisico.

Il Dr. Selby fa notare che, benché sia in corso un dibattito per decidere se le pazienti in cura per l’anoressia dovrebbero essere invitate a praticare attività fisica, l’esercizio fisico può far loro del bene. Per questo, il Dr. Selby suggerisce che una paziente di anoressia nervosa che ama correre potrebbe invece svolgere un’attività di gruppo come lo yoga, una pratica che si concentra molto più sul rafforzamento del corpo che sulla perdita di peso.

“Essere in controllo è fondamentale per molte di queste donne”, afferma il Dr. Selby. “Ciò che dobbiamo fare è trovare un modo per riconnettere le emozioni positive che provano nel perdere peso ad altri aspetti delle loro vite, così da portare ad un senso di felicità più equilibrato”.

 

Whiteman, Honor. “Distorted positive emotions about weight loss ‘fuel anorexia’.” Medical News Today. MediLexicon, Intl., 9 Aug. 2014. Web. 18 Feb. 2015.

Dott. Federico Baranzini

www.popsugar.com

 

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