Perdita dell’udito: se non trattata può aumentare i rischi per la salute

Perdita dell’udito: se non trattata può aumentare i rischi per la salute

Una perdita dell’udito non trattata potrebbe aumentare il rischio di problemi di salute mentale e fisica e portare ad un aumento della percentuale dei ricoveri ospedalieri e dei costi legati alla sanità, secondo quanto scoperto grazie ad una recente ricerca.

Conseguenze di una perdita dell’udito non trattata: lo studio

Per questo studio, i ricercatori si sono basati sull’analisi dei dati relativi alla salute di oltre 150 mila persone, di età superiore ai 50 anni, che riportavano dei problemi di udito dovuti all’età e che non utilizzavano alcun tipo di apparecchio acustico.

Il rapporto è stato in grado di rivelare che la perdita dell’udito non trattata può provocare un rischio più elevato di depressione, demenza, attacco cardiaco e cadute. I dati mostravano che durante un periodo superiore ai 10 anni, la perdita dell’udito era associata ad un rischio maggiore del 52% nel caso della demenza, 41% per la depressione e quasi il 30% per le cadute, rispetto alle persone che non soffrono di questo problema.

Al momento, sono all’incirca 38 milioni gli americani che soffrono di perdita dell’udito. Questo dato include due terzi degli anziani di età superiore ai 70 anni, eppure meno del 20% di essi utilizzano gli apparecchi acustici. In generale, infatti, al momento in cui iniziano ad avvertire i primi sintomi della malattia, le persone affette preferiscono attendere un periodo della durata approssimativa di sette anni prima di cercare aiuto.

Il rapporto menziona, inoltre, che, in un periodo della durata di 10 anni, le persone che non trattavano la malattia subivano dei costi sanitari ulteriori del 46% e quasi il doppio dei ricoveri ospedalieri, nonché un aumento pari al 44% del rischio di subire un nuovo ricovero su di un periodo di 30 giorni, rispetto alle persone che non soffrono di perdita dell’udito.

Si tratta, inoltre, del primo studio in grado di mostrare questa associazione tra la perdita dell’udito non trattata e l’aumento del costo della salute, dei ricoveri ospedalieri, nonché della durata di tali ricoveri e delle ri-ammissioni.

Secondo gli autori dello studio, l’aumento dei ricoveri ospedalieri e della loro durata è intrinsecamente connesso a dei problemi di comunicazione tra il paziente e quanti sono tenuti a fornire l’assistenza. Di conseguenza, qualora vi fosse un divario nella comunicazione, il paziente potrebbe non essere in grado di seguire alla lettera il piano di cura. Nononstante non sia ancora stato provato che l’utilizzo di apparecchi acustici potrebbe correggere questo problema, i ricercatori lo ritengono un utile aiuto.

Perché si ritarda il trattamento?

Una delle ragioni che portano i pazienti ad attendere prima di cercare aiuto, quando iniziano a percepire i primi sintomi della perdita dell’udito, consiste nel fatto che gli apparecchi acustici, un rimedio altrettanto efficace quanto dispendioso, non sono coperti dal sistema sanitario nazionale. Un paio di apparecchi acustici prescritti da un medico può costare fino a 3000 euro. Alcuni esperti ritengono che la mancata copertura da parte del sistema sanitario nazionale sia dovuta alla convinzione largamente diffusa del fatto che la perdita dell’udito costituisca il risultato naturale ed inevitabile dell’invecchiamento e che non vi è nulla da fare al riguardo, quando, invece, lo stato attuale dei trattamenti ha cambiato enormemente la situazione. Se prima eravamo abituati a trattare l’udito come qualcosa di benigno, ricerche attuali come questa costituiscono una prova ulteriore del fatto che l’udito è più importante di quanto avessimo mai pensato in passato.

Jennifer A. Deal, Ph; Nicholas S. Reed, AuD; Alexander D. Kravetz, PharmD; et al. “Incident Hearing Loss and Comorbidity, A Longitudinal Administrative Claims Study”. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2019;145(1):36-43. doi:10.1001/jamaoto.2018.2876

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Psichiatra e psicoterapeuta a Milano, in formazione continua, già ricercatore clinico, si occupa con passione della cura dei disturbi d’ansia e e dei disturbi dell’umore integrando l’approccio psicoterapeutico a quello farmacologico. E’ referente scientifico del sito menteecervello.it
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