Senso di disperazione nelle coronaropatie: il contributo dell’esercizio fisico a casa

Senso di disperazione nelle coronaropatie: il contributo dell’esercizio fisico a casa

Secondo un nuovo studio, l’esercizio fisico praticato tra le mura domestiche risulterebbe più efficace di quello praticato all’ospedale per i pazienti affetti da coronaropatie.

 

Secondo una piccola ricerca presentata alla Sessione scientifica 2014 dell’American Heart Association (Associazione Cardiaca Americana), l’esercizio fisico praticato a casa può ridurre il senso di disperazione nelle coronaropatie.

“Il senso di disperazione può risultare pericoloso dal momento che potrebbe scoraggiare le persone dall’intraprendere dei passi importanti per la salute come ad esempio praticare dell’esercizio fisico o smettere di fumare”, ha affermato la Dr.ssa Susan L. Dunn, Ph.D., infermiera, autrice principale dello studio in questione e professoressa di infermeria allo Hope College di Holland, nel Michigan.

Le persone che si sentono disperate potrebbero soffrire di depressione, una condizione che porta le persone affette a perdere ogni interesse nei confronti di attività che un tempo amavano svolgere.

Per la prima volta, siamo in grado di mostrare gli effetti benefici dell’esercizio fisico, aiutando i pazienti a ritrovare la speranza. Praticando l’esercizio fisico nella propria dimora, i pazienti sono inclini a pensare in modo positivo nei confronti del futuro e a sentirsi ancora più capaci di apportare dei cambiamenti positivi per uno stile di vita salutare

ha affermato la Dr.ssa Dunn.

Alcuni studi passati hanno collegato il senso di disperazione nelle coronaropatie allo sviluppo ed al peggioramento delle coronaropatie e ad un rischio più alto di complicazioni e morte. Eppure la ricerca svolta per aiutare questi pazienti è minima e molti professionisti dell’ambito sanitario tendono a non considerare aspetti quali lo stato mentale, l’attitudine, la prospettiva e le previsioni come parte integrante della cura del paziente.

Il nuovo studio ha preso in considerazione 324 pazienti, con un’età media di 66 anni, 33% dei quali sono donne e il 93% formato da pazienti di razza bianca, tutti affetti da coronaropatie.

I ricercatori hanno sviluppato uno strumento volto a misurare il senso di disperazione nelle coronaropatie: lo “stato” di disperazione, che corrisponde a quanto pessimisti e disperati si sentono i pazienti al momento, e la disperazione “caratteristica”, in grado di registrare il modo in cui i pazienti si sentono solitamente per lungo tempo.

All’inizio dello studio, mentre si trovavano ancora all’ospedale, il 24% dei pazienti provava un senso di disperazione sul momento, il 28% ha espresso un senso di disperazione a lungo termine ed il 30% presentava entrambi i tipi di disperazione a livello moderato-alto.

Durante un anno, i pazienti che avevano l’abitudine di camminare o di fare cyclette a casa per almeno 3 giorni alla settimana hanno presentato una riduzione dei risultati relativi allo “stato” di disperazione pari al 12%, anche prendendo in considerazione altre circostanze importanti quali l’età, la partecipazione all’esercizio fisico in ospedale ed eventuali fattori depressivi. Questa riduzione è statisticamente significativa e, quindi, non dovuta al caso.

I ricercatori si sono mostrati sorpresi di scoprire che l’esercizio fisico di riabilitazione cardiaca praticato in ospedale non è stato in grado di influenzare la disperazione del momento. “Forse l’iniziativa richiesta per praticare esercizio fisico a casa ha aumentato il senso di responsabilità dei pazienti nei confronti della loro salute”, ha affermato la Dr.ssa Dunn.

“Gli individui che presentano una disperazione “caratteristica” tendono a sentirsi cronicamente disperati in diversi ambiti della loro vita”, ha spiegato la Dr.ssa Dunn, suggerendo che una disperazione a lungo termine potrebbe risultare più difficile da sconfiggere.

Una limitazione importante a questo piccolo studio consiste nel fatto che alcuni dei pazienti più disperati hanno abbandonato la pratica dell’esercizio fisico dopo qualche tempo. È, inoltre, necessario svolgere delle ricerche ulteriori per esaminare la relazione tra la disperazione e l’esercizio fisico in vari gruppi etnici.

“I medici devono valutare la presenza e la gravità della disperazione nei pazienti prima di dimetterli dall’ospedale”, ha affermato la Dr.ssa Dunn. “Tutti i pazienti dovrebbero essere incoraggiati a prendere parte ad un programma di esercizio fisico regolare”, ha dichiarato la Dr.ssa Dunn.

È necessario fornire un incoraggiamento speciale a quei pazienti che presentano dei livelli di disperazione moderati o severi, dal momento che potrebbero essere i più vulnerabili e i più inclini a non praticare l’esercizio fisico, benché potrebbero al tempo stesso trarne i benefici maggiori.

 

American Heart Association. “Home exercise can ease hopelessness in coronary heart disease patients.” Medical News Today. MediLexicon, Intl., 18 Nov. 2014. Web. 4 Feb. 2015.

Dott. Federico Baranzini

www.gumtree.com

 

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