Vita universitaria stressante: aumento delle problematiche e del rischio suicidio.

Vita universitaria stressante: aumento delle problematiche e del rischio suicidio.

Per questo studio, sono stati analizzati i dati provenienti da un sondaggio condotto nel 2015 per valutare la salute mentale degli studenti universitari a livello nazionale attraverso tutti gli gli Stati Uniti. In occasione del sondaggio, sono state poste agli studenti delle domande relative alla depressione e all’ansia, come ad esempio se avessero già ricevuto una diagnosi o un trattamento per un problema di salute mentale. Nel sondaggio erano, inoltre, presenti domande relative all’autolesionismo, ai pensieri o ai tentativi di suicidio e al numero di situazioni stressanti che gli studenti avevano dovuto affrontare nell’anno precedente.

Tra i 67 mila studenti che si sono sottoposti al sondaggio, oltre il 20% ha dichiarato di aver avuto, nel corso dell’ultimo anno di vita universitaria, problemi di salute mentale come l’autolesionismo, pensieri suicidari o anche tentativi di suicidio.

Ciò che colpisce dei risultati del sondaggio è il numero elevato di studenti che riferiscono un’esposizione eccessiva a fonti di stress considerate traumatiche o difficile da superare.
Questo indica l’esistenza di alcuni tipi di stress che gli studenti non sono in grado di affrontare.

Cause e fattori dello stress nella vita universitaria degli studenti

Gli eventi stressanti definiti come traumatici o difficili da gestire durante la vita universitaria includevano, ad esempio: una elevata pressione accademica, competitività tra studenti, la morte di un membro della famiglia o di un amico, problemi familiari o a livello di relazioni intime o strette, problemi economici, problemi di salute di un membro della famiglia o del partner, il proprio aspetto fisico e problemi del ritmo sonno-veglia.

L’equipe di ricercatori ha scoperto che i tre quarti degli studenti presi in esame avevano vissuto almeno un evento stressante nel corso dell’anno precedente e che più del 20% aveva vissuto sei o più eventi stressanti nel corso dell’anno precedente.

Tra questi studenti, 1 su 4 ha affermato di aver ricevuto una diagnosi (o di seguire una cura) per un problema di salute mentale. Il 20% di tutti gli studenti che si sono sottoposti al sondaggio, inoltre, aveva già pensato al suicidio, il 9% aveva già tentato il suicidio, e quasi il 20% praticava l’auto-lesionismo.

Questi problemi risultavano particolarmente gravi tra gli studenti transgender: all’incirca i due terzi di questi studenti affermavano di aver praticato l’auto-lesionismo e più di un terzo ha affermato di aver tentato il suicidio.

Per quanto riguarda gli studenti bisessuali, invece, più della metà ha affermato di aver avuto dei pensieri suicidari e di aver praticato l’autolesionismo. Secondo quanto scoperto dai ricercatori, più di un quarto di questi studenti aveva tentato il suicidio.

Il tasso di studenti affetti da depressione o ansia risulta molto più elevato ai giorni nostri rispetto al 2009, ovvero l’ultima volta in cui è stato condotto questo stesso sondaggio. Tra gli studenti gay, lesbiche e bisessuali, ad esempio, i tassi di pensieri suicidari erano più elevati rispetto al 2009, ovvero il 58% rispetto al 48%. Vi è, inoltre, un aumento dei tassi di tentativi di suicidio che risultavano del 28% rispetto al 25% del 2009, e nel caso dell’autolesionismo questi risultavano essere del 51% rispetto al 45% iniziale.

Inoltre, i risultati ha indicato che più gli studenti avanzano nel loro corso di studi più la possibilità di incontrare situazioni stressanti aumenta. Tutto questo potrebbe essere facilmente spiegabile con l’aumento della pressione accademica e prestazionale.

Bisogna, inoltre, considerare che dal momento che la maggior parte degli studenti che soffrono di questi disagi non cercano aiuto, il problema è sicuramente molto più vasto.

In termini di razza, il numero di studenti di origine asiatica che hanno riferito di soffrire di problemi di salute mentale è inferiore rispetto a quello degli studenti bianchi. Anche gli studenti di colore risultavano meno inclini a riferire eventuali problemi di salute mentale, pensieri suicidari o tentativi di suicidio.
Aiuti, consigli e soluzioni

Esiste anche una nota positiva: secondo gli autori dello studio, infatti, le università si stanno adoperando come mai prima nella loro storia per aiutare gli studenti ad affrontare la depressione e l’ansia e alcune scuole avrebbero addirittura istituito dei servizi di counseling oltre ai servizi di salute mentale tradizionali già a disposizione degli studenti più vulnerabili.

Anche i genitori possono aiutare a gestire le difficoltà della vita universitaria, informandosi sul modo in cui i propri figli affrontano l’università e chiedendo loro se si sentono depressi o ansiosi.
Suicidio e autolesionismo

Oltre ai fattori di stress già menzionati dallo studio, gli esperti in materia di suicidio fanno notare che le droghe e l’alcol possono soltanto peggiorare la situazione. Molti studenti universitari si trovano alle prese con l’alcol e con le droghe per la prima volta. Sappiamo che queste sostanze possono risultare altamente destabilizzanti.

È importante ricordare che ci troviamo in un’epoca caratterizzata da un aumento dei disturbi della personalità e di altri problemi di salute mentale, il che potrebbe portare ad un aumento del rischio di suicidio. Secondo gli studiosi, inoltre, le università dovrebbero poter fornire aiuto a questi studenti sotto forma di counseling e di monitoraggio emotivo e psicologico al fine di poter prevenire o intercettare le eventuali tendenze suicidarie. I genitori, inoltre, devono lavorare di pari passo con le scuole per fornire sostegno e cure ai propri figli.

 

Report pubblicato online il 6 settembre sulla rivista Depression and Anxiety


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Psichiatra e psicoterapeuta a Milano, in formazione continua, già ricercatore clinico, si occupa con passione della cura dei disturbi d’ansia e e dei disturbi dell’umore integrando l’approccio psicoterapeutico a quello farmacologico. E’ referente scientifico del sito menteecervello.it
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Psichiatra e psicoterapeuta a Milano, in formazione continua, già ricercatore clinico, si occupa con passione della cura dei disturbi d’ansia e e dei disturbi dell’umore integrando l’approccio psicoterapeutico a quello farmacologico. E’ referente scientifico del sito menteecervello.it
Tags: stress, suicidio

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